Vedo adesso che Andrea Inglese ha postato una selezione delle mie tracce su Nazione indiana (come estratto dall’antologia Prosa in prosa a cui già ho accennato – ed a cui spero di dedicare presto un post).

La selezione è on line all’indirizzo:

http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/da-tracce/

E bravo Andrea!


Riporto una citazione dal famoso articolo di Fredric Jameson, Postmodernism, or The cultural logic of late Capitalism (datato 1984):

What has happened is that aesthetic production today has become integrated into commodity production generally: the frantic economic urgency of producing fresh waves of ever more novel-seeming goods (from clothing to airplaines), at ever greater rates of turnover, now assigns an increasingly essential structural function and position to aesthetic innovation and experimentation.

Questo sarebbe il quadro socio-economico generale in cui il postmoderno si instaura. Non entro nel merito ma riporto la citazione perché mi sembra che la “frantic economic urgency” sia ancora in moto e che, nei suoi ultimi passaggi, abbia generato quella specie di catastrofe semiotica che è la produzione di contenuti sul web.

La differenza introdotta, rispetto alla nascita del postmoderno, sarebbe di scala, appunto la quantità dei prodotti (a questo punto solo in senso molto lato) estetici. Con una conseguenza, per altro, a cui ho già accennato (e che, sia chiaro, non ho certo scoperto io ;-): la legittimazione apparentemente universale alla produzione degli stessi (che è un passo molto più radicale che non l’azzeramento delle differenze tra cultura “alta” e cultura “bassa” – a cui il postmoderno sembra aver dato luogo).

Meditate, gente, meditate!


traccia 10720

28gen10

cose vicine, di poco conto.

http://canopo.splinder.com/


Su Il manifesto di domenica scorsa, 17 gennaio, è apparsa una recensione di Marco Giovenale alle Tecniche di basso livello. La riporto di seguito:

Gherardo Bortolotti, trame malinconiche a basso voltaggio

Recentemente (e finalmente) sembrano trovare terreno ricettivo, interlocutori, editori e nuovo pubblico, alcune nuove quanto naturalissime tipologie di scrittura non strettamente narrativa e neppure però vincolata al vetusto poème en prose. Si tratta di quelle vie nuove sintetizzate da un autore e studioso come Jean-Marie Gleize nella definizione, assai felice, di prosa in prosa.
Continue reading ‘bgmole su il manifesto’


living room

11gen10
winter dinners, with no reasons

winter dinners, with no reasons

http://fluxishare.blogspot.com/