flarf e low-level translations

30Nov09

Da un po’ K. Silem Mohammad mi ha invitato a the flarf list, ovvero la lista di discussione di flarf, quella specie di area/gruppo/corrente della nuova poesia sperimentale statunitense di cui Mohammad è, sicuramente, uno degli autori più interessanti.

Non ho mai avuto modo di partecipare, non sapendo in effetti in che termini farlo. L’invito mi riconosce uno statuto di pari (a me come ad altri autori non USA presenti in lista – tra gli italiani, per esempio, Marco Giovenale) eppure la differenza linguistico-culturale mi ha in qualche modo bloccato. Considerando tutto quello che ho scritto circa la natura transnazionale della rete (ed i vari progetti a cui ho lavorato, su quella base), lo trovavo abbastanza sciocco da parte mia eppure così era.

Ad un certo punto, ho capito che quello che mi frenava era il fatto di non riuscire ad esplicitare la mia posizione di parlante inglese non-nativo ma, allo stesso tempo, di parlante di un inglese senza parlanti nativi (ovvero di quell’inglese transnazionale della rete, della merce e della globalizzazione). Ed ecco che, allora, ho ripreso in mano un vecchio progetto che mi aveva portato ad alcuni testi apparsi su coupremine, ovvero quello di utilizzare in modo sistematico i traduttori automatici on line per produrre dei testi in inglese (e – perché no? – anche in altre lingue).

Ho iniziato così, da ieri, a spedire sulla flarf list, dei testi (per ora in inglese) prodotti utilizzando le mie tracce e vari servizi on line. Gli stessi testi, poi, vengono raccolti su un mio nuovo blog: low-level translations. A tutti, buona lettura.



4 Responses to “flarf e low-level translations”

  1. 1 it01

    cioa gherardo, molto interessante il progetto, hai altri low level? son curioso, anch’io da qualche tempo mi alambicco su un progetto legato al translator di google,

    italo

  2. grazie italo,
    in lavorazione ne ho un po’. e adesso vedo che anche su ni andrea raos me ne chiede. il tempo di metterne in sesto una mezza dozzina e ve li faccio girare.
    la traduzione automatica, come tutti gli inserimenti della “meccanica” nella produzione del testo (nell’interazione che l’autore ha con il testo), è veramente affascinante. da una parte, ti mette di fronte al nucleo irresolubile di ogni testo, alle sue infinite varianti potenziali; dall’altra ti spiazza con un multilinguismo involontario che sembra così spesso carico di suggestioni.

  3. As I have said though dieting 2 days a week the problem with drink is knowing when to stop.


  1. 1 flarf e low-level translations – Nazione Indiana

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