on/off line e l’antologia dei francesi

26Mar11

Con il post che potete leggere cliccando qui, inizia una ricostruzione del web letterario italiano curata da Francesco Guglieri e Michele Sisto. Oltre al post e ad un articolo su Allegoria n. 61 (linkato nel post), ci saranno anche interviste ad autori, critici e così via. Dovrebbe apparire, ad un certo punto, anche un mio contributo – in cui, come al solito, pontifico e vaneggio [18/07/2011: apparso a suo tempo a questo indirizzo: http://www.nazioneindiana.com/2011/04/21/verifica-dei-poteri-2-0-gherardo-bortolotti/].

Una della cose interessanti della ricostruzione di Guglieri e Sisto è certamente il riconoscimento del crescente peso dell’on line nella letteratura italiana. Certo, stando alla loro ricostruzione, l’elemento off line gioca un peso non secondario e, tuttavia, nel dibattito fatto su blog, siti e così via, viene individuata una specie di nuova centrale critica.

Ora, per conto mio, non può che essere una buona notizia il riconoscimento, su una rivista come Allegoria, del valore di ciò che sta avvenendo on line ormai da alcuni anni. Questo è un segno positivo. Non mancano, però, anche i segni negativi.

Uno di essi è, sicuramente, l’antologia di poeti francesi curata da Fabio Scotto e appena uscita per Einaudi. In essa, l’obliterazione del lavoro di traduzione e diffusione della (ormai non più) nuova poesia francese, fatto on line (ma non solo, in effetti) da ben oltre un lustro, è completa, e costituisce una specie di compiuta dichiarazione d’intenti di porzioni per nulla marginali dell’off line, rispetto a quello che avviene in rete.

Mi rendo conto che il fatto di essere stato uno dei protagonisti della diffusione di quegli autori sul web italiano (ma, soprattutto, di aver potuto collaborare con chi quegli autori, negli anni, ha frequentato e cercato) rende la mia opinione suscettibile di qualche sospetto. E un po’ me ne cruccio. Mi rendo conto ancora di più, d’altra parte, che non ammettere o non considerare l’esistenza di un lavoro serio, continuo e puntuale, che è stato vicario in più di un’occasione di un dibattito italiano ufficiale e costretto ai propri non larghissimi orizzonti, il vero problema lo pone a chi ignora e non a chi è ignorato.



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  1. 1 dal blog di bgmole « slowforward

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