bgmole su blow up

02Ago10

Per dimostrare il basso livello, oltre che delle mie tecniche, anche delle mie capacità di self-promotion, potrei confessare, come sto facendo, che ai tempi mi ero completamente dimenticato di postare la recensione delle Tecniche di basso livello fatta da Roberto Canella.

È stata una delle prime ed è apparsa su Blow Up, nel numero del luglio/agosto 2009. La riporto di seguito:

Bortolotti porta qui a compimento alcune intuizioni maturate in precedenti progetti, dalla poesia alla sua partecipazione in Rete, dal collettivo Gammm ai suoi blog. Testo sperimentale quindi, o quantomeno concetttuale, per come ci viene incontro: la copertina con mostriciattolo in 8 bit su sfondo bianco, la frammentarietà del contenuto, una lingua precisa ma ondivaga. Costituito da frammenti “narrativi” in una sequenza numerata ma scompigliata, Tecniche di basso livello, tende quindi a depistare più che a ricostruire un senso compiuto. Ci ricorda un po’ il Ballard de La mostra delle atrocità per l’ossessione delle merci e dei mass-media, il DeLillo più epigrammatico, il Voltolini di Una intuizione metropolitana, o magari anche il Del Giudice meno riflessivo. Diciamoci la verità: una rappresentazione simile del reale non è certamente nuova – anzi ha forse fatto il suo tempo dopo tanta, troppa, letteratura postmoderna – e non è detto che non ci sia un filo di auto-ironia nel titolo a proposito di certe scelte stilistiche. Il libro va però apprezzato per altri motivi. I tre enigmatici protagonisti (bgmole, eve e hapax) intrappolati in questa dimensione omologata, già pronta all’uso, tentano a modo loro di trovare una chiave interpretativa che blocchi il flusso di falsi stimoli e informazioni. Quando non viene usata la terza persona per ognuno di loro si ricorre ad un suggestivo “noi”, come se i tre parlassero in coro. Un po’ come per il lettore, sembrano dirci, la bellezza bisogna andarsela a cercare fra le righe, nei brevi sprazzi “lirici” che gettano un po’ di luce su un mondo con troppi (o troppo pochi?) significati: “Lontani dal luogo della sconfitta, ne scoprivamo gli effetti ad anni di distanza, mentre tornavamo dal lavoro” oppure “Mentre le modelle dei cartelloni pubblicitari introducevano argomenti esoterici, nei tempi morti dei nostri tragitti urbani, ci rivolgevamo al futuro e aspettavamo che il sogno s’interrompesse”. Infine, il ritmo, ripetitivo, quasi ipnotico, che sa affascinare (e, certo, anche stancare e irritare) per un’operazione che se fosse durata anche solo qualche pagina in più sarebbe forse fallita miseramente.



2 Responses to “bgmole su blow up”

  1. era ora che se ne parlasse


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