un paio di cose prima delle ferie

16Lug10

Un paio di cose mi hanno fatto tornare sulla questione delle comunità e degli scrittori e intellettuali in rapporto alle comunità. Ve le mollo qui prima di andare in ferie.

La prima cosa è l’articolo di Andrea Cortellessa, pubblicato sul rinato Alfabeta (http://www.alfabeta2.it/), circa la figura di Roberto Saviano e la dimensione mediatica degli intellettuali, per così dire. Potete leggere l’articolo qui, con già un breve ma credo interessante scambio di commenti. Non entro più di tanto nella questione perché è solo l’inizio di un dibattito che procederà a lungo.

Mi limito a segnalare due punti. Uno, che la mediatizzazione di Saviano, al di là delle intenzioni e delle necessità (tra le più impellenti, per altro, ovvero quelle dell’incolumità fisica dello scrittore) che si trova in parte a soddisfare, ricalca il meccanismo del grand master di cui parlavo qui. L’altro, che lo stesso fenomeno mi sembra si leghi alla figura autoriale propria della dimensione della performance, di cui parlavamo Marco Giovenale ed io nei “tre paragrafi“. Entrambi i punti, mi portano a ragionare sullo scrittore/intellettuale che diventa, per mezzo di un meccanismo più o meno feticistico, il centro di una comunità, mantenendola ma non potendovi partecipare alla pari. È la lettura giusta? Non so. Per ora, mi sembra la più adeguata.

La seconda cosa è un reading degli Scrittori precari a cui ho assistito ieri sera. Gli Scrittori precari sono un gruppo di autori che hanno fatto, della dimensione del precariato lavorativo, la figura di un precariato “esistenziale” che comprende anche la condizione precaria dello scrittore e dell’intellettuale. Un precariato quest’ultimo che, in quanto tale, riguarda i rapporti con la comunità e la collocazione al suo interno.

Su questa dimensione, hanno deciso di fondare una propria comunità e di aggregarvi attorno, attraverso il loro blog e lo spettacolo-reading che portano in giro, un’ulteriore comunità di lettori, spettatori, altri autori. La dimensione è quella di un’autonomia forte (anche rispetto alle altre comunità, di conseguenza) e, in qualche modo, di una rifondazione. Con quanto respiro? Con quanta possibilità di durata? Anche in questo caso, come in molti altri, al giorno d’oggi, si tratta solo di vedere come va a finire.

Ecco, adesso vado in ferie ;-)



2 Responses to “un paio di cose prima delle ferie”

  1. Ciao, è stato un piacere incontrarsi. Buone ferie :)

  2. davvero! (e speriamo bene per le ferie ;-)


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