tumblr!

25Mag10

tumblr è una piattaforma di microblogging che, a sua volta, è una forma di blogging più “in piccolo”, focalizzata sulla messa on line dei contenuti piuttosto che sulla discussione ed il commento. La segnalo perché, da ormai un anno, la sto usando per lavorare ad alcuni progetti costruiti sull’interazione tra immagini e testi. Il più longevo è i resti, che trovate a questo url:

http://iresti.tumblr.com/

Si tratta dell’accostamento casuale di testi raccolti dalla rete e di fotografie fatte con il cellulare.

Quello più recente, invece, è more fragmented and happy:

http://morefragmentedandhappy.tumblr.com/

in cui modifico delle immagini trovate on line (con chiavi di ricerca tipo suburbs, malls, buildings, riots) inserendovi delle frasi mie ed un segno grafico.

Il motivo per cui ho iniziato a lavorare su tumblr, tuttavia, non era solo perché mi sembrava lo strumento migliore per il tipo di contenuti che avevo in mente ma anche, e appunto, per testare una modalità di blogging che accentua alcune della caratteristiche della produzione on line.

tumblr punta a semplificare in modo drastico il posting, individuando a priori la tipologia di post (una immagine o un video o un testo e così via) e proponendo per ogni tipologia un’interfaccia dedicata ed essenziale; questo a sua volta induce un aumento nel volume e nella velocità della messa on line dei contenuti, che viene ulteriormente facilitata dalla possibilità di pescare i contenuti altrui (sia interni che esterni a tumblr) e ripostarli nel proprio blog.

Quest’ultimo strumento (che mi è capitato di usare ne i resti, caricando per esempio contenuti anche da flickr) è particolarmente interessante. Lo si trova in forma diversa anche in twitter e facebook; accanto ai commenti ed ai blogroll è certamente uno dei motori principali della formazione e del mantenimento delle comunità che si creano on line e dà perfettamente conto dell’idea del web come grande luogo di scambio secondo relazioni comunitarie in continuo mutamento.

Ci sarebbero molti altri aspetti da segnalare e, soprattutto, dovrei spiegare come tumblr sia anche il risultato di una progettazione molto intelligente che ha fuso, tra le altre cose, i tratti dei feed reader a quelli del file-sharing in modo, di nuovo, da ottimizzazione la produzione dei contenuti. Mi limito, però, a segnalare che tumblr ha avuto anche l’accortezza di dotare i blogger di un set di temi estremamente vario e curato (in modo da dare agli stessi l’illusione plausibile di una personalizzazione dei propri blog) e, ad un certo punto, ha inserito anche un meccanismo di punteggio, detto tumblarity, che variava in funzione dell’attività del blogger in termini di inserimento e di scambio di contenuti.

Questo meccanismo, che costringeva ad un’attività isterica e causava una frustrazione continua con le sue fluttuazioni tra impennate e cadute repentine, non faceva che sintomatizzare il nodo economico-culturale alla base e di tumblr e del web in generale, come una specie di tic nervoso che somatizza un trauma ancora sepolto. Può sembrare esagerata come interpretazione ma non credo di essere stato l’unico a leggere e vivere la tumblarity in questi termini; tanto che i progettisti di tumblr sono arrivati  a liberarsene, lasciando che l’attività dei microblogger, comunque frenetica, tornasse ad ignorare la propria ossessione.



2 Responses to “tumblr!”

  1. rebloggato il flarf,infatti

  2. grande ;-)


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