bgmole sull’indice dei libri del mese

13Apr10

Sull’Indice dei libri del mese di aprile, Francesco Guglieri presenta Tecniche di basso livello. Ecco di seguito la recensione, con alcune modifiche per mano dello stesso Guglieri:

Bisogna registrare un rinnovato e diffuso (ancorché semiclandestino) interesse per la prosa poetica. Eppure è un genere che nella nostra tradizione gode di fortune alterne, stagionali, raramente eclatanti: legate più all’escursione di questo o quell’altro poeta, di questa o quell’altra avanguardia, che alla continuità di un canone forte. Non escludo che nell’attuale revival c’entri qualcosa Internet. Non solo perché la rete ha permesso ai poeti che credono in questa forma di riconoscersi e confrontarsi: piuttosto è Internet stessa che, quasi  per sua natura, spinge verso una comunicazione breve, al limite dell’aforistico, in cui la prosa d’arte non-narrativa si confonde con il “post” (così in gergo gli interventi pubblicati su un blog). Una presenza – quella della rete globale – che Gherardo Bortolotti (classe 1972) sembra non solo riconoscere ma apertamente tematizzare nel suo Tecniche di basso livello (uscito nell’interessante collana di letteratura sperimentale Arno – come Arno Schmidt – dell’editore Lavieri).
Il testo è composto da una successione di brevi prose in cui vengono abbozzate situazioni e immagini accomunate dal loro essere sospese, perennemente bloccate in una sorta di inebetita perplessità: ancora più spesso sono semplici illuminazioni in minore, riflessioni, aforismi studiatamente banali, stucchevoli estasi da centro commerciale. A formularle sono soggetti “quietamente isterici”, passivi, svuotati di identità forti (a cominciare dal nome: vengono indicati con sigle simili a nickname, “bgmole”, “kinch”…). Trentenni cristallizzati in un tempo lungo adolescenziale nei loro lavori noiosi e sottopagati e con l’unica gioia dell’ennesima canzone scaricata, del nuovo sito trovato. Soggetti solamente linguistici, senza corpo: privi anche di identità sessuali, pulsioni. L’unica pulsione, l’unico trasporto – quasi mistico e, questo sì, sensuale – è per la merce, e sopra di tutte per la merce suprema: l’informazione. Il lavoro che Bortolotti compie sul linguaggio ottuso delle news ne evidenzia la natura autoreferenziale: quando le notizie non rimandano più a un originale – l’evento storico di cui dovrebbero essere testimonianza – ma unicamente a se stesse, la Storia viene ridotta a spettacolo e quindi merce. I personaggi di Bortolotti sono i malinconici spettatori – felicemente rassegnati, volenterosi conniventi – di questo spettacolo della merce che scrutano e studiano con la devozione con cui si studia un oroscopo, si venera un totem: uno spettacolo in cui non cercano alcuna promessa di felicità (e ancor meno di emancipazione), ma quasi una trascendenza, un meritato oblio che plachi il sordo dolore di sottofondo.
Cosa fa Bortolotti per raccontare questa “morte del futuro” di una generazione? Lavora sul repertorio di stili, immagini, metafore della fantascienza: c’è tantissimo Ballard (fin quasi alla sintassi) in questo Tecniche di basso livello e in generale un certo repertorio dalle parti di Urania. Bortolotti prende tutto questo armamentario ormai ridotto a modernariato e, come un object trouvé, lo risistema nel suo “cadavere squisito”. Il futuro viene così svuotato di ogni tensione utopica, anch’esso merce: è qui, davanti a noi (disincarnato nella rete e nei suoi avatar, negli immensi centri commerciali, nell’inifinità dei prodotti sugli scaffali, nella globalità a portata di cameretta, nella guerra in diretta televisiva), e tocca tenercelo.
Tecniche di basso livello ha il non piccolo merito di essere una trascrizione (quando non una diagnosi) severa e per nulla autoindulgente di una generazione autoindulgente che si sente già postuma pur essendo di fatto bloccata. C’è, sì, una dimensione politica: ma, con grande lucidità, esclusivamente in assenza, in negativo, nel mimetismo di un’età percepita come comatosa. In attesa di scaricare il prossimo mp3.


2 Responses to “bgmole sull’indice dei libri del mese”

  1. 1 chicca n

    be’, rispetto all’articolo originario vedo che Guglieri ha confermato le proprie speranze che l’effetto fosse voluto e consapevole, e mi fa piacere!
    Tra l’altro, un bellissimo pezzo.
    [rispetto alla missiva misteriosa a RBB… spero che l’autore si rilegga Guglieri qui (e lo farà, penso, perché gli invidiosi inevitabilmente si fanno stalker) e gli girino pure un po’. E qui farei un chilometro di faccine, ma vabbe’]

  2. la rece è piaciuta molto anche a me, soprattutto per riferimento a ballard e per quella chiave di lettura del futuro a vuoto. un saluto allo stalker ;-)


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