non è un problema di artigianato

29Giu09

Rispondendo ad una mail, mi sono trovato a scrivere che la letteratura, comunque, non è tanto un problema di artigianato, di maestria tecnica o di stile.

Ora, per come intendo io la letteratura, questa affermazione è abbastanza ovvia. Mi rendo conto, tuttavia, che la metafora artigiana è un modo di vedere la letteratura ancora molto forte, sia per il fatto che sottolinea l’investimento in sapere tecnico che la letteratura per come la conosciamo ha comportato, sia perché, nella pratica, lo scrivere prevede tante operazioni “manuali”, di limatura, scelta, messa in opera e così via che, nell’immagine artigiana, vengono rispecchiate.

La metafora artigiana, inoltre, è molto forte perché la riduzione del testo a prodotto (una riduzione su cui, per altro, posso concordare ma che richiederebbe più di un chiarimento) riesce a collocare la letteratura nello schema più generale di produzione/consumo in cui praticamente ogni nostra esperienza, ai tempi del capitalismo, viene inquadrata. Per di più, la colloca in posizione antitetica rispetto alla produzione di massa, alle sue forme di alienazione, e gli dà un’aura rispondente ad un elitarismo sempre presente (e non necessariamente avanguardistico), utile anche a coprire quello svuotamento di autorità a cui la letteratura stessa è stata sottoposta da una cinquantina d’anni a questa parte.

E tuttavia, anche lasciando stare la debolezza e la natura ideologica di questo artigianato letterario contrapposto alla produzione di massa, come dicevo la mia impressione è che la metafora artigiana non è sufficiente per dare conto della letteratura come pratica (umana, sociale, cognitiva, etc.). Per me (ma non sono certo l’unico né, tanto meno, il primo a vederla così), la letteratura non è un problema di padronanza tecnica, né di capacità di rappresentazione/espressione, né di sapienza evocativa e/o affabulativa, ma propriamente un’operazione sui parametri secondo cui noi (autori e lettori) ci sentiamo in vita. In altre parole, le questioni che affronta un testo sono: quale punto di vista istituire, quale soggetto viene formulato, di quali relazioni è passibile, a che comunità (di lettori) ci si rivolge, che strumenti vengono forniti, come si dispone la realtà, di quali regole la si dota, e così via.

Lo stile, così, è un epifenomeno di un’operazione più ampia di istituzione di senso (o di destituzione di senso ;-). Un’operazione che ha un fondamento essenzialmente etico-politico e che è sempre un azione su e per una realtà.

Ecco perché mi sembra ovvio considerare insufficiente la metafora artigiana, tecnica, retorica: perché mi sembra mancare del tutto lo sforzo, l’esigenza e il desiderio che danno luogo alla letteratura. Tanto più, come ho accennato, in un quadro in cui la funzione e le tecniche della letteratura sono sempre più “usurpate” (dall’industria dello spettacolo, dall’informazione, dalla pubblicità, dalla moda) e nonostante l’unica rappresentazione evidente della letteratura stessa possa essere solo quella che esibisce le tecniche che ha accumulato nel corso dei secoli.



10 Responses to “non è un problema di artigianato”

  1. Trovo assai giuste le tue considerazioni, a cavallo tra sociologia della letteratura e comunicazione letteraria.

    Fuori dalle logiche del mercato, la letteratura è principalmente uno scambio di significati tra autore e lettore, oltre che un confronto tra i loro vissuti.

  2. In effetti, secondo me, più che di uno scambio si tratta di una specie di contrattazione di senso, anche perché gli strumenti che un testo mette a disposizione sono sì usati dai lettori ma anche abusati (in alcuni casi a ragione, per altro).
    Questo credo che avvenga sia dentro che fuori dal mercato. L’in più che mette il mercato è quello di sovrascrivere alla contrattazione interna allo spazio più propriamente letterario, quel gioco di differenze, stili di vita e mode che il “discorso delle merci” porta avanti.

  3. 3 cristina

    trovato il tuo libro in una biblioteca. che bello. grazie.

  4. grazie a te! e felice che ti abbia convinto :-)

  5. 5 cristina

    il tuo modo di scrivere. mi ricorda il mio scrittore preferito. DFW

  6. beh, complimento non da poco, grazie di nuovo!

  7. 7 cristina

    me ne rendo conto. così come sono consapevole che possa suonare falso, o poco realista. insomma. lui era un grande, anzi, nel mio immaginario “nessuno come lui”. ma la verità è che, sfogliando le pagine del tuo libro per capire di cosa si trattasse, proprio quello ha attirato la mia attenzione. figurati la mia sorpresa. quindi grazie a te. :)

  8. ;-)


  1. 1 “Tecniche di basso livello” - Gherardo Bortolotti - Nazione Indiana
  2. 2 da bgmole.wordpress.com : “Non è un problema di artigianato” « slowforward

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: