what cossu said

17Mag09

Riporto di seguito alcuni appunti di Giovanni Cossu (mio compagno di collana per Lavieri) sulle Tecniche. La foto che illustra il pezzo è del medesimo Cossu.


giovanni cossu

In Adobe Premiere Pro si chiama “montaggio per sovrapposizione”. Se stai montando un clip, e vuoi inserire un nuovo spezzone nella sequenza già ordinata – prelevandolo dall’archivio – devi scegliere tra quello e “montaggio per inserimento”.
È chiaro cosa voglia dire montaggio per sovrapposizione: il nuovo spezzone sostituisce, cancellandolo, lo spezzone che figurava in precedenza nello spazio ora occupato dal nuovo.
Ma questa non è la descrizione di una tecnica che dovrebbe rendere evidente quale sia il metodo – di scrittura e di composizione – di Bortolotti.
Con queste non ha niente a che vedere.
Il montaggio per sovrapposizione è operazione semantica, ontologica, che precede la scrittura.
Demiurgo che opera per distruzione, Bortolotti, agisce sul mondo sovrapponendo – fino al profondo della memoria incistata nel simpatico degli umani – i significanti della techne a quelli dell’esperienza.
Donandoci un Nuovo Mondo dove ci costringe a abitare.
È a questo punto che l’operazione sul significante determina conseguenze catastrofiche [Thom] sul tempo e sullo spazio.
Nel racconto, il nuovo significante, che ormai abita i personaggi, va a coincidere, anche se non in modo perfetto [la muratura è “opus incertum”] col significato degli oggetti che abitano il paesaggio in cui i personaggi si muovono.
Ma questo incontro significato/significante che si svolge fuori dell’esperienza, non produce linguaggio.
Vuote come simboli matematici – solo segni – le parole che scorrono non aggiungono niente a quello che è.
La vita diventa un vago riflesso dell’eco delle cose, della cui esistenza la percezione è data casualmente, per sprazzi, da qualche grumo di memoria, l’altra, che si è salvata dall’opera demiurgica di sovrapposizione.
Gli spezzoni che sono andati a sovrapporsi a quelli dell’esperienza, infatti, nella totale coincidenza significato/significante, sono tutti uguali. Candidi come una pagina scritta con inchiostro bianco.
È questo che trasforma spazio e tempo.
Spazzato via ogni orientamento, ogni reticolo. Via la cronologia, il diacronico.
La scena si apre a paesaggi dis-umani, che non sopportano libere presenze. Disegni di passi voluti. Tutto si svolge in un dopo-storia “dove non capita niente e in cui tutto accade”. Come in un paesaggio di un futuro Pleistocene, dove assoluto regna il silenzio del significato.



2 Responses to “what cossu said”

  1. 1 blow up

    ciao gherardo, mi puoi scrivere una mail all’indirizzo che vedi? grazie mille. poi ti spiego.

  2. 2 Sam

    affaticate parole in cerca di lettori capaci di salvarle da oblio sicuro…

    alla tua attenzione o disattenzione relativa, con il piacere d’aver scoperto la tua disseminata molteplicità creativa ( o dissennata molteplice creatività)…

    Sam Sim


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